TIPI DI MAL DI SCHIENA

Sei mai stato in barca a vela? Ecco, in barca a vela ogni cosa ha un nome diverso, ben specifico, che si riferisce solo e soltanto a quella cosa lì. Questo

mal di schiena osteopata

perché, in mare, i marinai non hanno tempo di spiegarsi tra di loro. Dire ad un marinaio “ruota quel pomello per tirare la corda che tira la vela di dietro perché mi sembra che il vento non riesca a spingere la barca” è diverso dal dire: cazzare randa.
Per la stessa ragione, in medicina usiamo il suffisso -algia per definire un dolore in una zona anatomica ben precisa, in modo da capire senza troppe spiegazioni la zona interessata dal dolore (anche se molto spesso, in Osteopatia, dove c’é il dolore non c’é il problema!)

Quindi, visto che i mal di schiena non sono tutti uguali, tendiamo a dare un nome specifico a seconda dell’area che fa male o della causa che lo ha scatenato.
Come ho accennato prima, se si tratta di un dolore lombare, lo chiameremo lombalgia, un dolore dorsale, dorsalgia, un dolore cervicale, cervicalgia, ma anche un dolore lombare con interessamento del nervo sciatico, lombosciatalgia, oppure, senza interessamento diretto della schiena, un dolore lungo le braccia, brachialgia, o lungo le gambe, sciatalgia o cruralgia a seconda del nervo che viene interessato.
Vediamo ora piu nello specifico i tipi di mal di schiena:

MAL DI SCHIENA BASSO

Si dice mal di schiena basso il mal di schiena che da dolore nella zona bassa della colonna vertebrale, sul fondoschiena, ossia nella zona lombare. Il nome corretto è lombalgia ed è anche il mal di schiena più comune perché è spesso causato da un sovraccarico delle vertebre lombari, le quali nonostante siano nate per supportare (e sopportare) il nostro peso, a volte si sovraccaricano e generano delle tensioni meccaniche che si trasformano in tensioni muscolari.

La zona lombare è costituita da 5 vertebre denominate L1, L2, L3, L4, L5. Queste vertebre, come del resto tutte le altre, sono intervallate tra loro da un disco intervertebrale, fatto di un nucleo polposo (morbido) e un anello fibroso (duro), con la funzione di ammortizzare i carichi tra le vertebre (tanti).

Il mal di schiena basso classico è un dolore nella zona lombare, centrale o laterale, a volte a fascia, che da la sensazione di essere contratti, come se ci fosse qualcosa di “teso”. A volte i pazienti mi dicono che avvertono una morsa dolorosa, magari spostata su un lato, che non si allenta se non in determinate posizioni.
Molto frequentemente il mal di schiena lombare si associa a dolori lungo la gamba, a volte entrambe le gambe. Il dolore sciatalgico, ossia con interessamento del nervo sciatico, parte dalla zona lombare e scende sul gluteo, poi lungo la gamba posteriormente fino al ginocchio, dove spesso devia lateralmente fino ad arrivare al piede.
Quando invece il dolore scende anteriormente lungo la gamba, si parla di cruralgia, ossia dolore riferito lungo il decorso del nervo crurale, che esce dalla colonna vertebrale nella zona lombare e decorre lungo la gamba facendo un percorso diverso dal nervo sciatico.
Il dolore può essere lieve, moderato o acuto, caso in cui il paziente non riesce a trovare una posizione comoda o comunque non dolorosa.

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MAL DI SCHIENA DORSALE

Sebbene sia raro rispetto agli altri tipi, il mal di schiena dorsale è un dolore che si presenta spesso nelle persone che hanno scoliosi, non a causa dell’eccessivo carico come nel caso del mal di schiena lombare, ma a causa della torsione innaturale delle vertebre dorsali, che ruotando generano uno squilibrio muscolare a livello dei muscoli paravertebrali che si contraggono eccessivamente, con conseguente tensione muscolare e dolorabilità anche al tatto.
Nei pazienti con mal di schiena dorsale, anche una semplice pressione sui muscoli eccessivamente contratti è fastidiosa, ecco che spesso chi ne soffre sente il bisogno di “scrocchiarsi” da solo, per avere qualche minuto di beneficio.

Ci sono anche casi di ernie dorsali, ma sono meno frequenti per tre ragioni:

  1. le vertebre dorsali hanno i processi trasversi (laterali) più corti rispetto alle vertebre cervicali e i processi spinosi (posteriori) più lunghi e inclinati verso il basso rispetto a tutte le altre vertebre
  2. la loro disposizione anatomica è giustificata dalla necessità di articolarsi con le coste, creando così una gabbia intorno al disco intervertebrale molto efficace per evitare traumi da sovraccarico
  3. la zona dorsale è l’unica ad essere inclinata in avanti (oltre al sacro e all’occipite, che in osteopatia sono importantissimi) prendendo il nome di “curva di carico” quindi disposta per sostentere un carico anteriore. Non a caso infatti la zona dorsale è nel mezzo delle curve cervicali e lombari, inclinati invece indietro, che si sovraccaricano e infiammo più spesso e che prendono il nome di “curve di resistenza” perché tentano costantemente di resistere e di riportare indietro il carico.
    Tra le 12 vertebre dorsali, che chiamiamo D1, D2, D3, …, D12, quelle più interessate nelle forme più comuni di mal di schiena sono quelle alle estremità, quindi quelle vicine alle zone cervicali in alto e lombari in basso. D1, D2, D3 e D4 sono spesso coinvolte nel colpo di frusta e nelle cervicalgie, mentre D11 e D12 risentono spesso delle lombalgie e dei problemi relativi a traumi del tratto dorsolombare.

È importante ricordare anche che nella zona dorsale ci sono moltissime terminazioni nervose viscerali.
Come succede in tutte le vertebre, dai loro forami escono i nervi che vanno ad innervare muscoli e organi, i quali prendono segnali e nutrimento e restituiscono segnali nervosi che tornano verso il sistema nervoso centrale, con il quale comunicano costantemente.
Quando un organo o una parte di esso funziona male o è in disfunzione, si crea un circuito infiammatorio tale che anche la vertebra e i muscoli vicini ad essa si infiammano con conseguente dolore. A seconda del livello in cui si avverte dolore l’Osteopata saprà valutare a quale organo o disfunzione corrisponde, e trattando il viscere o la zona corrispondente il dolore si affievolirà e se ne andrà!

MAL DI SCHIENA CERVICALE

Dolore cervicale alla schiena. Francesco Bini, specialista cervicale montecatini empoliEcco invece un mostro sacro del mal di schiena, la cervicalgia.
Prima di parlare della cervicale, vorrei precisare una cosa: la cervicale fa parte della schiena.
Ecco, l’ho detto, erano anni che me lo tenevo dentro.

Battute a parte, la tendenza di tutti è quella di considerare la cervicale una cosa diversa dalla schiena.
La cervicale fa parte della schiena come il dorso e la zona lombare, ma si pensa che il dolore in quella zona sia solo di quella zona.
Il corpo è un unità unica, dove tutto è collegato e le interazioni tra i vari tessuti e le varie zone sono costanti e inevitabili, per questo spesso dove c’é il dolore non c’é il problema.

L’Osteopatia è una medicina manuale che risolve la causa e non solo il problema e anzi, per dirsela tutta, spesso il problema è solo il punto di partenza del ragionamento osteopatico.
Per questa ragione, quando vedo pazienti con dolore alla cervicale, spesso trovo la causa del problema altrove, magari nella zona lombare o cranica, ed ecco che trattattando anche queste zone risolvo il problema, definitivamente.

La zona cervicale ha in comune con la zona lombare l’inclinazione, infatti come la lombare, la cervicale ha una curva all’indietro (lordosi cervicale) che serve ad ammortizzare il peso della testa.
Pensa ad una colonna sulla cui cima ha una palla 8 volte più grande pesante che oltre ad essere grossa e pesante, si muove!
La natura ha pensato bene di rendere questa colonna instabile, flessa indietro ed elastica, in modo che possa resistere al carico instabile che deve gestire anche grazie ai suoi tiranti (i muscoli cervicali).
Da questa breve descrizione puoi capire gli sforzi che fa ogni giorno la nostra zona cervicale per sostenere e compensare tutti i movimenti, più o meno corretti, che facciamo.
Basti pensare alle 8 ore di lavoro passate davanti ad un computer che è leggermente spostato lateralmente, oppure alle 8 ore passate a dormire a pancia all’ingiù, con la testa schiacciata sul cuscino… eheheh lo so, ti ho beccato!

La zona cervicale è costituita da 7 vertebre, che si chiamano Atlante, Epistrofeo, C3, C4, …, C7. Queste vertebre sono via via più grandi dall’alto verso il basso, la prima si chiama Atlante perchè prende il nome da Atlante, colui che sosteneva il mondo sulle sue spalle (il paragone direi che rende alla perfezione).

Nella maggior parte dei casi, il dolore alla cervicale è un dolore fastidioso, in una zona definita, che si irradia in alto verso la nuca, a volte fino all’orecchio e all’occhio, oppure in basso, fin sotto la scapola.
A volte, il dolore alla cervicale può iniziare lieve, per qualche giorno neanche fastidioso, per poi diventare un pò più intenso, associato ad un formicolio lungo un braccio, specialmente di notte. Questo formicolio è leggero, non doloroso, quindi non desta alcun sospetto, tanto che lo lasciamo perdere, fino a quando di notte ci svegliamo dal fastidio, perché questo formicolio si intensifica e proprio non se ne vuole andare, anzi si irradia sempre di piu arrivando alle dita delle mani.
È qui che in genere si decide di darci un taglio, non al collo ma al problema, ricorrendo a farmaci, antinfiammatori, antidolorifici e chi più ne ha più ne metta, pur di farlo smettere.
Per qualche giorno stiamo meglio, sorridenti torniamo alle nostre attività quotidiane senza sapere che è solo una tregua, e dopo circa tre giorni il dolore si ripresenta.
Le cause possono essere molteplici, e a seconda di esse ci sarà un trattamento più indicato di altri.….sintomi correlati.

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