Maschio o femmina? Il mistero del sesso

Maschio o femmina? La determinazione del sesso

Nonostante la più suggestiva varietà d’intrugli, di ricette, di autosuggestioni, di diete, di medicine e di cure a cui ancora ricorrono alcune gestanti per influire sul sesso del nascituro, la scienza dice chiaro e tondo: il sesso del neonano è stabilito all’istante del concepimento.

Dal momento in cui il seme paterno entra nell’uovo materno, nulla può più influire e trasformare un maschio in una femmina o viceversa.

Il seme maschile o l’ovocellula recano ciascuno 23 minuscoli cromosomi (fino a poco tempo fa si credeva che fossero 24), che contengono tutti gli elementi ereditari trasmessi dalla madre o dal padre.

 

I cromosomi e le loro combinazioni

Per quanto riguarda il fattore del sesso, la madre produce una sola ovocellula, che contiene un cromosoma X.

Ma il padre produce due tipi di agenti fecondatori, in numero identico: il primo reca un cromosoma X, il secondo un cromosoma Y.

Se un agente fecondatore con un  cromosoma X giunge per primo all’uovo, si appaia all’X che gia si trova nell’ovulo e si genera una femmina.

Ma se arriva per primo un agente fecondatore con un cromosoma Y, si genera un maschio.

 

Le statistiche dicono che…

 

Nascono più maschi che femmine.

Nella maggior parte dei Paesi occidentali, la proporzione, da molti anni a questa parte, è di circa 105,5 maschi per 100 femmine.

Questo rapporto può variare leggermente, ma con sempre una prevalenza dei maschi.

Perché?

La vecchia teoria ormai superata sosteneva che gli embrioni maschili sono in media più forti e quindi più capaci di resistere fino alla nascita.

In realtà, è provato che i maschi sono molto più soggetti ai difetti e alla morte durante la gravidanza.

Sono molti di più i maschi delle femmine a rimanere vittime di aborti, a morire prima o subito dopo il parto, a venire al mondo con difetti fisici.

Fra i nati morti la media è stata finora di 125 maschi per 100 femmine.

In breve, i maschi (e non le femmine) sono biologicamente il sesso debole, non soltanto prima della nascita, ma anche nell’infanzia e oltre.

Pertanto, se nonostante la loro maggior debolezza e la maggior mortalità prenatale, nascono ancora più maschi che femmine, ciò significa che i maschi sono concepiti in numero maggiore delle femmine, forse in ragione del 20 o 30 per cento in più.

Come può avvenire questo, se gli agenti fecondatori che generano il maschio e quelli che generano la femmina sono uguali di numero?

A quanto pare, i minuscoli agenti che recano il cromosoma Y sono più rapidi di quelli che recano l’X, oppure prevalgono nella loro reazione chimica all’ambiente uterino.

In ogni periodo della vita gli uomini sembrano destinati a morire in maggior numero delle donne.

Può darsi che la Natura dia un vantaggio iniziale al sesso maschile per compensare in parte le maggiori perdite di maschi che si verificano di seguito.

 

Quando le condizioni prenatali sono molto favorevoli, le probabilità che nasca un maschio sono maggiori.

 

In media le donne giovani e sane mettono al mondo un numero di maschi notevolmente maggiore delle donne più anziane.

In alcuni gruppi di donne fra i 18 e i 22 anni, c’è stata una proporzione di 120 maschi per 100 femmine, mentre fra le donne dai 38 ai 42 anni si è scesi in alcuni gruppi a una proporzione di 90 maschi contro 100 femmine.

Un’altra antica credenza è che la proporzione dei nati maschi sia più alta durante i periodi di guerra per qualche misterioso influsso della Natura, che, presumibilmente, cercherebbe di compensare la perdita degli uomini in guerra.

Le statistiche, in parte, sembrano confermarlo.

Tuttavia, la ragione può dipendere soprattutto dal fatto che, durante i periodi di guerra, o subito dopo, c’è un forte aumento di gravidanze fra le donne più giovani, più sane o più favorite dalla Natura, le quali, normalmente, mettono al mondo un numero sensibilmente maggiore di maschi.

Esiste in certe famiglie o in certe persone una maggior tendenza a generare figli maschi?

Molto probabilmente sì.

In genere, una successione di soli maschi o di sole femmine in una famiglia può dipende soltanto dal caso.

Tuttavia la notevolissima sproporzione di maschi o di femmine, per generazioni consecutive, in certe famiglie numerose fa pensare che i fattori ereditari possano influire sulla sproporzione fra i due sessi: forse direttamente, attraverso il gene, oppure indirettamente attraverso la formazione di un ambiente uterino più o meno favorevole al concepimento dei maschi.

Oppure perché gli agenti fecondatori paterni che producono i maschi hanno attività e potenza superiori o inferiori alla media.

Fattori esterni

 

Il luogo in cui si vive può influire sulla probabilità di generare un maschio o una femmina?

Gli studi condotti per dieci anni negli Stati Uniti dimostrano che la proporzione fra i sessi è circa la stessa in ogni regione, nonostante le differenze, spesso assai notevoli, di clima e di ambiente.

Prima del concepimento, l’uso di sostante acidificanti o alcalinizzanti (acidificanti per la femmina e alcalinizzanti per il maschio) può influire sulla determinazione del sesso?

Pare di no.

Nonostante l’ampia pubblicità fatta alcuni anni fa a questa teoria, gli studi molto accurati compiuti in seguito non hanno fornito risultati che possano smentire la risposta negativa né si è trovato alcun medicinale o regime alimentare efficace per la determinazione del sesso.

E’ stato detto anche che il momento del concepimento – all’inizio del periodo di fecondità della donna o più tardi – possa influire sul sesso del nascituro, con la presunzione che il concepimento agli inizi del periodo fecondo favorisca la nascita di una femmina.

Ma questo, nella migliore delle ipotesi, resta da dimostrare.

 

Processo naturale o determinazione genitoriale?

 

Si finirà prima o poi con il trovare un metodo che consenta ai genitori di mettere al mondo un figlio del sesso desiderato.

La possibilità più sicura sarebbe di trovare il modo di separare gli agenti con cromosoma Y da quelli con cromosoma X e quindi, attraverso la fecondazione artificiale, usare il tipo voluto.

Oppure, se si trovassero differenze chimiche tra i due tipi di agenti fecondatori, influire sull’ambiente chimico così da avvantaggiare un tipo sull’altro.

Non c’è dubbio che poter avere un maschio o una femmina, secondo il proprio desiderio, renderebbe felici alcuni genitori.

Ma per la società in genere, ciò potrebbe essere una nuova fonte d’imprevedibili guai.

Perciò, tutto sommato, il processo naturale di determinazione del sesso resta ancora il migliore.

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