Tutto è tessuto connettivo quindi, dato che possiamo lavorare sia a livello profondo che superficiale, possiamo lavorare su qualsiasi struttura.

Dall’incontro fra ovocita e spermatozoo nasce ovocita fecondato (zigote) che rotola all’interno della tuba grazie alle ciglia, arriva nell’utero (diventando morula dopo il processo di segmentazione) e si impianta (ci auguriamo che si impianti nella parte alta e non bassa).

Dopo il quinto giorno diventa un blastocito con forma tondeggiante e poi si appiattisce diventando un disco embrionale. Poi diventa embrione per i primi tre mesi di gravidanza.

Dal quarto mese si parla di feto e rimane feto finché non nasce diventando un neonato.

RIASSUNTO DELLO SVILUPPO EMBRIONALE

 1° settimana: segmentazione dell’ovulo e formazione del blastocito

 2° settimana: trasformazione del blastocito in disco embrionale didermico con 2 foglietti:

ectoblasto ed endoblasto (ectoblasto più esterno ed endoblasto più interno)

 3° settimana: comparsa del terzo foglietto del disco: il mesoblasto (nel mezzo fra ecto e endoblasto). “Questi tre foglietti come tre piadine sovrapposte si arrotolano su se stesse e formano una specie di cannolo siciliano. La parte interna di questo cannolo piano piano viene riempita.”

 4° settimana: delimitazione dell’embrione, comparsa della circolazione feto placentare. (L’embrione dipende dalla placenta che lo deve nutrire.)

 2° mese: comparsa di numerosi organi, modellatura esterna del corpo, aumento di volume cranico con comparsa di occhi, orecchie e naso, comparsa degli arti. (L’embrione qui sembra un cavalluccio marino)

 Dal 3° al 6° mese: sono presenti tutti gli organi che crescono, si differenziano e maturano.

Dal 7° e 8° mese si svilupperanno maggiormente tutti gli organi che erano già presenti, come ad esempio l’organo visivo che è già sviluppato dal 7° mese ma per essere perfetto ha bisogno dell’ 8° e 9° mese.

Nel 9° mese si costituisce la parte grassa.

Per cui un bambino prematuro è perfetto però è magrissimo. Dopo la nascita si fisiologico.

Questi tre foglietti poi crescono e danno origine a strutture diverse.

Però non bisogna pensare a questi tre foglietti come a strutture indipendenti infatti si invaginano l’un l’altro.

Ad es. una struttura derivante dall’endoblasto viene avvolta completamente da una struttura costituita dall’ectoblasto come succede ad es per i visceri.

È evidente che dove ci sono origini comuni, come ad es per il sistema nervoso e la pelle che derivano entrambe dall’ ectoblasto, possano esistere delle interferenze anche a livello patogeno.

Infatti succede che certi agenti patogeni non riconoscano la differenza fra strutture diverse ma con la stessa origine embrionale e attaccano quella più debole.

Il virus del morbillo se attacca il derma crea solo delle bolle fastidiose ma se attacca il sistema nervoso provoca encefalite morbosa che è molto grave e in rarissimi casi può essere mortale.

Questo spiega anche perché certe malattie psicosomatiche si manifestano con rush cutanei ecc..

Quindi a seconda dell’origine embrionale ci possono essere virus o batteri che possono interessare un organo, più organi o addirittura strutture diverse (come il morbillo).

DAL MESOBLASTO SI FORMA:

 Tessuto connettivo, cartilagine, ossa, muscoli striati e lisci.

“Abbiamo detto che tutto è tessuto connettivo specializzato; se si specializza in una forma più solida è ad es ossa, se in una forma più liquida è ad es sangue o linfa.

Le trasformazioni del connettivo avvengono anche per sollecitazioni o funzioni meccaniche; ad es se tendine è troppo sollecitato la sua matrice intercellulare cambia, si arricchisce di calcio e si calcifica.

Le strutture connettive sono sottoposte alla funzione e quindi in continua evoluzione e si possono trasformare in senso negativo (ad es per calcificazione) o positivo (perché vuol dire che grazie al nostro lavoro possiamo intervenire e modificarlo) “

 Pericardio, pleura, peritoneo

 Cellule sanguigne e linfatiche

 Pareti del cuore, dei vasi sanguigni e linfatici

 I reni, le gonadi (testicoli e ovaie) ed i loro apparati escretori

 La parte corticale delle ghiandole surrenali

 La milza

 Le tuniche muscolari e connettive del sistema digerente

 Il rivestimento epiteliale del tubo digerente, della vescica dell’uretra.

DALL’ENDOBLASTO SI FORMA:

Da qui si formano tutti gli organi tranne le gonadi, la milza, i reni e le ghiandole surrenali che derivano dal mesoblasto come detto in precedenza.

(La differenza fra organo e viscere: l’organo ha un parenchima mentre il viscere è cavo come ad es. il polmone o lo stomaco. A O. però parleremo sempre di strutture viscerali indipendentemente se hanno un parenchima oppure no.)

 Epitelio di rivestimento dell’apparato respiratorio, della cassa del timpano e della tromba di eustachio

 Parenchima dell’amigdala, della tiroide e delle paratiroidi

 Il timo

 L’esofago, lo stomaco, il fegato, la cistifellea e le vie biliari

 Il pancreas, il tratto intestinale

 L’apparato tracheo-bronchiale

 L’allantoide ed il foglietto interno delle membrane cloacale e faringea.

(Allantoide è una vescicola che fa riferimento all’app. respiratorio primario embrionale ed è il precursore del cordone ombelicale mentre la membrana cloacale fa riferimento all’intestino.)

DALL’ECTOBLASTO SI FORMA:

È il tessuto più nobile.
 Il sistema nervoso centrale e periferico
 La parte midollare delle surrenali
 L’epitelio sensoriale degli organi dei sensi
 L’epidermide ed i suoi annessi (peli, unghie, ghiandole cutanee)  La ghiandola mammaria
 L’ipofisi
 Lo smalto dei denti

Ogni foglietto si unisce, si associa, si interpenetra con il suo vicino per crescere e sviluppare le diverse parti del corpo umano, e questo in maniera continua con una intelligenza del tutto notevole.

In effetti, a partire da uno stesso tessuto di base, le cellule costituenti dovranno differenziarsi per crescere sia un osso, un muscolo, una fascia, la pelle, un nervo, un fegato o una milza, ecc..

E questo in maniera quasi perfetta poiché gli errori sono, tutto sommato, rari.

Questa crescita si svolge secondo un ritmo di base naturale dell’organismo in sviluppo.

Lo stato di questo ritmo, che proviene dalla memoria embriologica, permetterà alle nostre mani di valutare l’equilibrio o lo squilibrio di tutto o di alcune parti del corpo.

Quindi questo ritmo di crescita è assolutamente programmato e fa parte della memoria embriologica.

Quando faremo le tecniche e l’ascolto viscerale ci rifaremo al concetto di memoria embriologica perché certi visceri hanno delle linee di trazione particolari che derivano da come si sono sviluppati.

Per esempio i reni a livello embrionale sono risaliti infatti non hanno legamenti sospensori; le gonadi sono scese; il diaframma è sceso perché nasce a livello cervicale e questo spiega perché, nonostante sia un muscolo toracico, è innervato da un nervo cranico frenico.

Una mano allenata quando ritrova questa memoria embriologica in un organo ha la sensazione che questo sia sano e che stia esprimendo il massimo della sua potenzialità o al contrario sia affaticato se presenta anomale linee di trazione.

TESSUTO CONNETTIVO:

 Fasce

 Aponeurosi

 Meningi

 Tendini

 Legamenti

 Peritoneo

 Omenti: specializzazioni del peritoneo, legamenti viscerali che collegano un organo o
viscere alla parete

 Mesi: legamenti viscerali che collegano fra visceri o organi

 Guainedei tendini

 Setti

 Periostio

 Perimisio e suoi sdoppiamenti

 Derma

 Perinevrio e suoi sdoppiamenti

 Nevrilemma

 Cartilagine

 Osso

 Adipe

 Corion e sottomucosa tubo digerente

 Corion delle vie respiratorie, urinarie e genitali

 Derma della pelle

 Sierose

 Capsule

 Sangue

 Linfa

ELASTICITÀ caratteristica di poter essere elongato e di poter tornare alla posizione di partenza

VISCOSITÀ il corpo diventa più viscoso quando deve ostacolare dei transiti liquidi; ad es. il pus è viscoso e per risposta difensiva intrappola batteri ed evita che vengano diffusi

PLASTICITÀ capacità di essere malleabile, trasformabile (es cartilagine)

RESISTENZA per strutture sottoposte a diverse sollecitazioni meccniche (ad es. tendini)

In base alla specificità di ciascun tessuto cambia la composizione e la percentuale di proteine che lo compongono.

I CAMBIAMENTI DI VISCOSITÀ:
– permettono una fissazione d’acqua negli spazi tissulari
– prevengono il disseminarsi di infezioni
– influenzano l’attività metabolica della cellula
(es edema)

IL TESSUTO CONNETTIVO…
“Se ci ricordiamo che il tessuto connettivo costituisce oltre ai vasi sanguigni e linfatici anche le cellule sanguigne e linfatiche è facile capire che i collegamenti chimici ed enzimatici si trasferiscono grazie al connettivo.

Questo fa sì che quando lavoriamo su un distretto la nostra azione non rimane confinata al distretto ma il lavoro si espande al resto del corpo.
Quindi il lavoro dell’ Osteopata è solo movimentazione di strutture.”

– Contiene e trasferisce il sistema neuro-vascolare e immunitario

– Informa il sistema generale sullo stato della periferia

IL TESSUTO CONNETTIVO è COSTITUITO DA:

– Sostanza fondamentale (l’ambiente che contiene le proteine/fibre)

– Collagene

– Fibre elastiche

– Reticolina

LE PROPRIETÀ MECCANICHE:

LA SOSTANZA FONDAMENTALE

– Realizza una rete idratata intorno alle proteine fibrose che assicurano un ruolo lubrificante, assorbono gli choc e permettono di resistere alle compressioni.

– svolge un ruolo molto importante nella nutrizione delle cellule a causa degli scambi che si effettuano tra essa ed i capillari sanguigni.

PROTEOGLICANI E PROTEINE DI STRUTTURA:

– Formano un filtro molecolare attraverso il quale passano tutti gli elementi metabolici

– Dal capillare verso la cellula e viceversa.

LA SOSTANZA FONDAMENTALE:

– è un materiale omogeneo la cui viscosità varia da uno stato liquido ad uno stato semi-
liquido simile ad un gel.

– La sostanza fondamentale o matrice del tessuto connettivo può essere considerata come il
laboratorio nel quale tutte le funzioni del tessuto connettivo sono compiute.

LE FIBRE DI COLLAGENE

 le fibre di collagene sono gli elementi costitutivi proteici più importanti del corpo umano e rappresentano il 60-70 % della massa del tessuto connettivo

 il rinnovamento del collagene è variabile: lento nei tessuti stabili, molto rapido in alcune condizioni (cicatrizzazione)

 esistono 4 diversi tipi di collagene:
(è una proteina a forma di esse e può essere più o meno spessa a seconda del tipo)
– 1: il più frequente (derma, osso, tendini), produce fibrille di grande resistenza alle forze di tensione
– 2: associato a proteoglicani, forma poche fibrille e si riscontra soprattutto a livello del tessuto cartilagineo
– 3 forma il collagene della pelle fetale ed è associato a tipo 1 nel derma papillare, i vasi, l’intestino, l’utero ed il polmone
– 4 si riscontra nelle lamine basali

LE FIBRE DI ELASTINA

– l’elastina è una proteina fibrosa che forma le componenti amorfe delle fibre elastiche

– le fibre di elastina sono lunghe e sottili.

– Possono essere allungate da una volta a una volta e
mezzo la loro lunghezza.

– È la più sensibile all’ossidazione e quindi ai radicali liberi e quindi è più soggetta all’invecchiamento.

LE FIBRE DI RETICOLINA

– Sono fibre di collagene di piccolo calibro disperse in piccolo numero all’interno della sostanza fondamentale

– Sono ramificate e si congiungono l’un l’altra per formare una rete delicata ed estesa.

– Si riscontrano spesso nelle membrane basali, in continuità con le fibre di collagene, negli
organi ematopoietici, nei linfonodi, nel tessuto connettivo lasso e nel tessuto adiposo.

LA FUNZIONE DEL TESSUTO CONNETTIVO è DI:

– Sostegno e supporto

– Protezione

– Ammortizzatore

– Emodinamico

– Difesa

– Comunicazione e scambi

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