L’origine del mal di schiena

Il mal di schiena è una patologia che colpisce circa il 70% della popolazione mondiale. Considerando che la schiena del 96% delle persone al mondo non è dritta e presenta una o più disfunzioni, possiamo già essere contenti!

L’origine del mal di schiena, e di tutti fastidi ad esso collegati può essere ricercata in molti fattori, che si possono raggruppare in 3 grandi famiglie:

  • scoliosi
  • stile di vita
  • riposo

 

Scoliosi

Senza usare termini tecnici ed evitare di capirci solo tra addetti ai lavori, la scoliosi è una deviazione della colonna vertebrale tale da creare un’alterazione della struttura di base. Può essere a S o a C a seconda della forma che prende e spessissimo non si riesce a risalire alla causa principale.

scoliosi-imgAvete mai visto un muratore quando costruisce un muro? Mette un mattone (vertebra), poi spalma abbondante cemento sopra (disco intervertebrale) e ne mette un altro sopra. Avete visto cosa succede quando appoggia il mattone soprastante? Il cemento scappa verso l’esterno spostato dal peso del mattone. Ecco, il muratore ha appena fatto venire un ernia al muro!
Quando le vertebre non sono perfettamente allineate le une sulle altre, i dischi intervertebrali si comportano esattamente come il cemento tra i mattoni: cercano di fuggire dall’eccessiva pressione in cerca di spazio libero. È cercando di trovare il giusto assetto che il disco intervertebrale, a volte, pesta i piedi ad un nervo, il quale si infiamma e genera dolore lungo il suo decorso (un esempio è la sciatica).

Stile di vita

È facile intuire che quello che facciamo ogni giorno si ripercuota sul nostro corpo, e sulla nostra mente.

“Noi siamo il risultato di quello che facciamo ripetutamente”

Aristotele

Lavorare stando sempre seduti non giova alla nostra schiena, infatti la maggior parte delle sedute che utilizziamo sono troppo basse rispetto alla nostra statura, tanto che, una volta seduti, le nostre ginocchia risultano essere sempre al pari o al di sopra del nostro bacino.

Guidare per molti chilometri con un sedile regolato male fa sì che il peso del nostro corpo si scarichi solo su alcune vertebre, sovraccaricandole e  costringendole a “spostarsi”. A volte basterebbe aggiungere un cuscino, o togliere il portafogli!

Avete mai provato ad andare in giro tutto il giorno con uno zaino di 10 kg sulle spalle? Dormire, alzarsi dal letto, fare colazione, entrare e uscire dalla macchina, fare la spesa, stare seduti e andare in bagno, sempre con uno zaino di 10 kg (a volte di più) sulle spalle. Comprenderete che prima i muscoli delle spalle, poi quelli della schiena, poi quelli delle gambe si affaticheranno più del dovuto per sostenere questo peso. Ma quando questi muscoli si stancheranno? Ecco che entra in gioco la schiena, che dovrà sostenere, oltre al peso del nostro corpo, anche quello dello zaino zavorrato. Semplicemente, e sinteticamente, ecco spiegato l’effetto del sovrappeso sul nostro corpo.

Riposo

Vi è mai capitato di svegliarvi la mattina con il mal di schiena? Spesso il mal di schiena che insorge al risveglio e che è attribuibile ad una postura scorretta nel sonno, è fastidioso appena alzati e si riduce nelle ore successive, in alcuni casi però rimane latente durante tutta la giornata.

Questo tipo di mal di schiena è provocato dalla posizione scorretta che assumiamo dormendo.

Quindi esiste la posizione corretta per dormire? La risposta è no.

consigli-mal-di-schiena

Ognuno di noi ha le sue preferenze, ma dobbiamo fare i conti con la conformazione della nostra schiena. La soluzione consiste nel provare.

Pur non esistendo delle regole, ci sono alcune posizioni sempre sbagliate, quella a pancia giù, e alcune sempre consigliate in casi di dolori, quella a pancia su.

Il materasso? Escludendo il troppo morbido e il troppo duro direi che il migliore è quello più comodo e che vi sostiene in modo da non sprofondare troppo, stessa cosa vale per il cuscino.

Altre cause

Le cause del mal di schiena possono essere anche viscerali. Se consideriamo il fatto che ogni organo del nostro corpo per funzionare deve essere “acceso” da un nervo che esce dalla colonna vertebrale, possiamo facilmente capire che un problema ad un viscere può provocare un problema alla colonna, e viceversa!

Ecco spiegati quei mal di schiena lombari (che non passano con niente) che iniziano da dietro e che si irradiano “a semicerchio” fino alla pancia, oppure quei dolori dorsali che sembrano essere un chiodo infilato tra le scapole. Spesso risolvendo i problemi di colite, come nel primo caso, oppure di ernia iatale o di fegato, nel secondo, si risolve anche il mal di schiena.

Stretching per il collo

Il collo a volte è un tormento.

A volte tensioni muscolari o disturbi “non fisici” ci portano a soffrire di cervicale, un dolore individuato nella zona del collo che a volte si irradia in altri distretti, come lungo il braccio oppure dietro la testa, a volte fino all’occhio.

Ecco i migliori esercizi di stretching, l’esecuzione deve essere lenta e progressiva, senza mai provocare dolore o tensioni eccessive.

Esegui ogni movimento lentamente per 1 minuto. Una volta arrivato in fondo, ripeti la sequenza una seconda volta.

Puoi ripetere questi esercizi più volte nella giornata, ma non farli per più di 2 volte consecutive.

Tempo previsto: 8 minuti.

Stretching per il collo Francesco Bini

 

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Se vuoi sapere qualcosa di più sui dolori al collo, sulle possibili cause e soluzioni, contattami.

INIZIA SUBITO

L’uomo è simile ad una carrozza

Stamattina ero ad un interessantissimo Congresso sul come tirare fuori il meglio di sè.

Mentre ascoltavo la relatrice, mi è venuto in mente un interessante articolo che lessi tempo fa.

All’epoca, mi aiutò a capire l’architettura della mente e alcune delle ragioni per cui le persone, a volte, entrano in un loop mentale tale da tenerle esattamente nelle situazioni da cui vorrebbero allontanarsi.

La metafora

Gurdjieff paragona l’essere umano a una carrozza dove la carrozza è il corpo fisico, i cavalli le emozioni, il cocchiere la mente, e il passeggero la coscienza.

Che cosa succede quando il passeggero dorme e quindi il cocchiere decide la strada, la direzione? Che cosa succede quando il cocchiere e’ confuso e non sapendo dove andare, si lascia trasportare dai cavalli che corrono senza una meta?

Durante la nostra giornata il passeggero è quasi sempre dormiente.

Questo sonnellino lascia spazio al cocchiere che molte volte segue sempre la solita abitudinaria strada e andatura dei cavalli secondo i programmi dell’inconscio.

L’inconscio lavora in automatico e conosce perfettamente cosa fare, dopo aver ricevute le appropriate informazioni.

Tutti coloro che hanno preso la patente ricorderanno la difficoltà delle prime lezioni di guida.

Dopo poco tempo, guidare è diventato scontato e automatico, tanto da potersi permettere di fare tante altre cose mentre si guida, anche troppe!

Poiché l’inconscio non può scegliere cosa imparare e cosa scartare, spesso memorizza programmi e credenze limitanti ricevuti durante l’infanzia e dall’ambiente circostante che possono in futuro rivelarsi disfunzionali per il benessere personale.

A quel punto la mente, come un bravo cocchiere, prende il sopravvento e continua a percorrere le stesse strade, le stesse esperienze, situazioni e gli stessi incontri, anche se non più desiderati o necessari.

Come può il cocchiere dare le opportune istruzioni ai cavalli se non sa dove dirigersi!?! e per sapere dove andare ha bisogno di ascoltare la voce del passeggero, cosi’ da prendere in mano le redini e guidare i cavalli.

Il passeggero è la nostra parte saggia, la famosa vocina interiore che possiamo chiamare coscienza, Se’ superiore o altro.

Il nome non importa.

È fondamentale entrare in contatto con questa parte, la sola che possiede tutte le risorse e le risposte per la riuscita della nostra vita.

Per assecondare i nostri reali bisogni, per esprimere la nostra unica essenza, la sola che può dare le istruzioni precise alla nostra mente cosciente per essere comprese e accettate dall’inconscio.

L’efficace metafora della carrozza di Gurdjeff spiega chiaramente bene come funziona l’essere umano e l’importanza di essere svegli e presenti nel qui e ora.

Osservando quelli che sono i nostri pensieri, schemi mentali e comportamenti automatici ben radicati nell’inconscio.

Quando il passeggero e’ sveglio, si può finalmente rendere conto se la strada scelta dal cocchiere e l’andatura dei cavalli sono il frutto di una scelta consapevole oppure del solito programma o bisogno nevrotico della mente egoica, e scegliere se proseguire o cambiare direzione.

Solo allora con questa capacita’ d’osservazione, consapevolezza e presenza si puo’ trovare la forza, per iniziare a cambiare strada, percorso e paesaggio.

Come scegliere le scarpe giuste

Spesso mi viene chiesto quali siano le scarpe migliori per correre o per camminare.

La risposta è: dipende da come le usiamo.

Prima di tutto dobbiamo sapere quale sia l’appoggio del nostro piede, per farlo è sufficiente fare un semplice “test del bagnato”.

A piedi scalzi, bagnati la pianta dei piedi con dell’acqua e appoggiali su un foglio di carta, i piedi lasceranno un impronta che metterà in risalto un arco interno che unisce il tallone e la parte anteriore del piede (il pollice).

Se vedi solo metà dell’arco sarai neutro come il 45% delle persone

Se lo vedi tutto sarai un pronatore come il 50% delle persone

Nel caso non tu non veda l’arco che unisce tallone e avampiede sarai un supinatore come il 5% delle persone.

Questa sarà la cosa più importante che dovrai sapere quando andrai a comprare le tue scarpe, una volta in negozio rivolgetevi all’addetto e comunicategli il risultato di questo test.

Se correte a buon passo (quindi correte i 10 km sotto i 50 minuti) scegliete scarpe A2, se avete un passo medio e pesate tra i 50 e gli 80 kg scegliete scarpe A3 (le più usate), se pesate di più sceglierete scarpe A4 che hanno una stabilità maggiore.

Un ultima cosa, il piede durante la corsa tende a gonfiarsi, compra una scarpa di mezzo numero o un numero più grande!

Come camminare

Quale è il modo corretto di camminare?

Le cose da sapere per camminare efficacemente sono semplici: tenere la schiena dritta, mantenere il mento parallelo al suolo, fissare un punto distante circa 20 metri avanti a te , oscillare le braccia e, la cosa più importante, appoggiare tutta la pianta del piede, dal tallone alla punta.

L’attività fisica fa bene, ormai è risaputo, infatti si vedono sempre più persone a fare jogging oppure a passeggiare nei parchi.

I benefici? Ecco i primi 10 che mi vengono in mente:

  1. Riduce il rischio di cancro al seno
  2. Riduce il rischio di malattie cardiache
  3. Allunga la vita
  4. Perdi peso velocemente
  5. Previene il diabete
  6. Stimola la creatività
  7. Aumenta la produttività
  8. Previene l’obesità infantile
  9. Aumenta le difese immunitarie
  10. Risveglia la tiroide

Ditemi quindi almeno un motivo per non farlo.

Alzati subito dalla scrivania e vai a camminare 30 minuti all’aria aperta!