Il diaframma

“Andare” a trattare il diaframma significa “andare” a trattare tutto il corpo… perchè?

Il diaframma divide il torace dall’addome e quindi è un “equilibratorio” pressorio fra la pressione positiva dell’addome e quella negativa del torace.

Se il diaframma non funziona bene anche le pressioni non si equilibrano bene.

Ad esempio in caso di ernie discali la pressione può incidere molto.

Le ernie discali si formano principalmente per uno sbalzo pressorio, cioè un disco patologico già compromesso diventa un ernia quando ad esempio si effettuano starnuti o colpi di tosse in posture strane.

Quindi se il diaframma funziona bene da equilibratore si hanno meno problemi dovuti alle pressioni.

Attraverso il diaframma passa la VENA CAVA, l’AORTA, l’ESOFAGO.

Nell’orifizio diaframmatico si formano spesso in alcuni pazienti le ernie jatali.

Le ernie jatali esistono di diversi gradi comunque generalmente sono un pezzo di stomaco che risale lo jato.

Si forma principalmente in quelle persone che hanno il tendine centrale del corpo accorciato (che dall’occipite attraverso tutte le fasce arriva fino al diaframma), magari hanno una ipercifosi dorsale, una iperlordosi cervicale, fanno lavori tipo gli imbianchini o comunque lavori che stanno in estensione con il cranio; tirano in alto e alla lunga formano ernie jatali o fenomeni di reflusso gastroesofageo.

Nelle donne ci sono predisposizioni in pazienti con seni prosperosi e bambini piccoli durante l’allattamento ecc.

Inoltre il diaframma incide, ancora di più che sull’esofago, sul FEGATO.

Il fegato è come una grossa ghiandola che produce la bile e quando va in condizioni di stress deve essere spremuta dal diaframma.

Il diaframma abbassandosi spreme la ghiandola epatica e produce la bile.

Se il diaframma non funziona correttamente manca questa funzione di spremitura.

Il fegato ha dei grossi agganci con il diaframma con il legamento coronario, triangolare.

Per quanto riguarda la biomeccanica e la postura il diaframma può rettilinizzarmi o ipercifotizzarmi la colonna dorsale o quella lombare.

Il diaframa ha 3 pilastri: destro, intermedio e sinistro.

Il PILASTRO DESTRO deriva da L4, il PILASTRO INTERMEDIO va dal corpus di L2 ad inserirsi sul pilastro destro (infatti il pilastro destro ha due lembi che formano il forame aortico)

Invece il PILASTRO SINISTRO va dalla 12ma cosra a L2.

Il pilastro sinistro è un po’ più alto dal pilastro destro.

Sicuramente ha una forte inserzione vertebrale non a caso sul passaggio dorso-lombare che è un punto pivot di svincolo della colonna.

Quindi se il diaframma non funziona correttamente nemmeno il punto pivot funzionerà.

Si inserisce anche sulle ultime sei coste (faccia interna) e va a costituire l’arcata (lembo diaframmatico) di Senac che collegano le ultime tre coste alla trasversa di L1.

Altro elemento di inserzione del diaframma, oltre al vertebrale e al costale già detto, è la faccia interna e più inferiore dello sterno e sulla xifoide.

Sulla xifoide arriva la cupola aponeurotica o centro frenico del diaframma.

Inoltre va a costituire le due arcate diaframmatiche dei muscoli psoas e quadrato dei lombi.

L’arcata diaframmatica del quadrato dei lombi è quella più alta e va dalla 12ma costa alla trasversa di L1.

L’arcata diaframmatica dello psoas va dalla trasversa di L1 al corpo di L2.

Sono importanti queste due arcate perchè si connettono con la fascia iliaca.

È importante perchè la fascia iliaca ricopre lo psoas e in questo punto connette con il diaframma.

Importante perchè la fascia iliaca è il punto di connessione tra il tronco e gli arti inferiori.

Il diaframma inoltre ha connessioni con la fascia trasversalis che tappezza l’addome e che è esterna alla fascia del peritoneo. (bidone, spazzatura, ecc)

Dal punto di vista embriologico orgina dal mesoderma.

È importante perchè l’azione diaframmatica è quella che spinge originando dal setto mediano molto in alto (regione cerebrale dell’embrione) anche il fegato (che è una ghiandola e quindi viene risucchiata nel processo embrionale).

Il diaframma costituisce una stazione importante per quello che viene definito il tendine centrale del corpo.

Il tendine centrale del corpo ha origine dal tubercolo faringeo dell’occipite dove parte la fascia cervicale viscerale che avvolge l’esofago che in quella zona si chiama fascia esofagea.

Poi la faringe con la fascia faringea, la tiroide con la fascia tiroidea.

Poi dalla tiroide parte un lembo che si chiama tiro-pericardica che va ad attaccarsi sul pericardio.

Il pericardio è appoggiato sul diaframma ed è collegato attraverso dei legamenti freno-pericardici.

Poi a sua volta il diaframma è connesso con le fasce di cui abbiamo parlato prima, fascia iliaca e trasversalis, per cui dall’occipite ci sono delle connessioni fino agli arti inferiori

E le pleure?

Anche le pleure sono in connessione perchè sono all’interno, contenute e attaccate.

È indiretta la connessione con la cervicale? NO È DIRETTA.

Dobbiamo considerare che la fascia cervicale viscerale, che si colloca nel collo, posteriormente comunica con la fascia cervicale profonda e quest’ultima avvolge a manicotto la componente vertebrale.

Inoltre esistono connessioni tra i legamenti vertebro-pericardici che dal pericardio vanno sul passaggio cervico-dorsale e vanno sulla fascia cervicale profonda e quindi c’è una connessione diretta con le vertebre.

Per questo se una persona ha un problema o una tensione a livello pericardico-diaframmatico-esofageo può avere male al collo.

La parte più approcciabile per eseguire le tecniche sul diaframma è la porzione sottodiaframmatica.

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