Le ossa del cranio: l’occipite

L’occipite è fa parte delle ossa della base cranica.

La protuberanza occipitale interna corrisponde esternamente con quella esterna dove si inserisce il legamento nucale e tutte le inserzioni muscolari.

Tra la linea nucale superiore e quella inferiore c’è tutta l’inserzione dei muscoli provenienti dal collo e dal dorso che formano le rugosità.

La linea nucale inferiore finisce sui PROCESSI GIUGULARI

Le parti condilari quando vanno a unirsi alla parte basilare e alla squama mantengono nel mezzo una zona di separazione e cioè il FORO MAGNO.

La zona inferiore interna dove si appoggia il ponte è detta CLIVO da dove poi parte la SSB

Esternamente, nella parte basilare , è situato il TUBERCOLO FARINGEO.

Un tempo si diceva che tutta la fascia viscerale si attacca al tubercolo faringeo, ma adesso consideriamo l’inserzione più ampia anche sulla base del cranio, anche sulla parte anteriore dello splancnocranio ,sotto la mandibola ecc.

Quindi grande influenza sul cranio.

I CANALI DELL’EPIGLOSSO si trovano nella zona condilare

ALLA NASCITA :

la squama presenta 4 NUCLEI DI OSSIFICAZIONE

La parte condilare 1

La base-occipite 1

I condili appartengono per 2\3 alla parte condilare e 1\3 alla base occipite.

La componente maggiore anche nell’adulto,ma soprattutto da piccoli è di carattere fluidico.

Anche nell’osso maturo abbiamo una elevata componente fluidica al suo interno.

Quindi nel bambino, non dobbiamo considerare le zone fra squama e zone condilari e parti basilari come vuote, ma come zone liquido che piano piano si organizzerà per andare a costituire l’occipite nel suo insieme.

Il bambino nasce con queste zone di ossificazione e poi pian piano con i mesi queste porzioni ossee separate si avvicinano prendono contatti.

Alla nascita l’occipite presenta varie sezioni embrionali che:La parte della SQUAMA che è separata dalle ZONE CONDILARI e dalla PARTE BASILARE.

La componente maggiore che abbiamo nell’adulto, ma soprattutto da piccoli è di carattere fluidico.

Anche nell’osso maturo abbiamo una elevata componente fluidifica al suo interno, quindi nel bambino non dobbiamo considerare le zone di collegamento fra Squama , zone condilari e parti basilari come vuote,ma come zone di liquido che piano piano si specializzerà per andare a costituire l’ occipite nel suo insieme .

Il bambino nasce con queste zone di ossificazione e poi pian piano con i mesi queste porzioni di ossa separate si avvicinano ,prendono contatti .

Le PORZIONI condilari dell’osso sono le prime ad ossificarsi, perché l’articolazione con l’ atlante deve essere ossificata alla nascita per proteggere il canale midollare e dare base di appoggio per il cranio durante il canale del parto .

LA SQUAMA è la parte posteriore dell’occipite, ha una duplice ossificazione : la parte dell’ambda agli angolo-infero –laterali dell’occipite ha una ossificazione di tipo membranoso(sovra occipite ) mentre la parte sotto la linea nucale superiore ha una ossificazione di tipo cartilagineo (infraoccipite).

Anche le zone condilari e la parte basilare hanno una ossificazione di tipo cartilagineo quindi l’occipite ha una duplice ossificazione .

L’OSSIFICAZIONE MEMBRANOSA viene definita PRIMARIA, L’OSSIFICAZIONE CARTILAGINEA viene definita SECONDARIA

La squama nella faccia interna è divisa in quattro zone da creste e solchi che si vengono a intersecare nella

Le zone di separazione sono liquide più dense dell’acqua ma non dense quanto l’osso ; sono delle fasce che contengono una sostanza fluidica che pian piano andrà ad assumere una conformazione sempre più addensata pur rimanendo di natura fluidica anche nell’adulto.(vedi figure con nuclei di ossificazione ).

LO STERNOCLEIDOMASTOIDEO prende contatto con la mastoide del temporale e con la squama occipitale .

IL TRAPEZIO e gli altri muscoli del collo e del dorso vanno a formare le rugosità della zona infraoccipitale.(rivedere legamenti anatomici)

Rapporti con le fasce – tentorio falce cerebrale e falce cerebellare.

La dura madre viscerale delle memb fasce di tensione reciproca non si deve confondere con la dura madre parietale che tappezza l’interno dell’osso, l’esterno dell’osso.

Ad es. fra l’occipite e il parietale la dura madre parietale la troviamo esternamente all’occipite e al parietale ed internamente all’occipite e al parietale e poi viene ad unirsi a livello della sutura lamboidea. Vanno distinti i due tipi di dura madre perché hanno derivazione origine embriologica differente. Infatti se prendo la dura madre parietale e la stimolo forma osso mentre la dura madre viscerale forma tessuto connettivo quindi fascia.

All’interno del foro magno la dura madre viscerale va dentro come all’interno del cranio entra nel midollo e accoglie le altre fasce sia aracnoide che pia madre; la dura madre parietale interna, siccome all’interno del canale vertebrale l’osso ha origine embrionale derivante dalla fascia assiale quindi non importa che se ne occupi

Fascia Meningea

La Fascia Meningea (quella che da origine alla dura madre e agli altri foglietti) allora all’interno del canale vertebrale forma il grasso epidurale, un manicotto di grasso che contorna e protegge il midollo e anche la dura madre viscerale, l’aracnoide e la pia madre.

Inserzione sulla rocca petrosa del temporale la circonferenza interna finisce sulle clinoidi anteriori, mentre la parte più esterna incrocia e va sulle clinoidi posteriori.

Sono due foglietti il foglietto superiore è innervato dal plesso cerebrale mentre il foglietto inferiore dal nervo trigemino.

Rapporti vascolari

Attraverso il forame magno passa l’arteria vertebrale ; le due arterie vertebrali formano un’arteria basilare dalle quali si formeranno le arterie cerebellari anteriori e posteriori,cerebrale inferiore media e posteriore,arteria comunicante posteriore che andrà con la componente carotidea all’interno del circolo di Willis.

La vena giugulare passa attraverso il foro lacero posteriore e drena il 95% del sangue cerebrale quando il paziente e in posizione supina.

In posizione retta drena il cranio il plesso di Blatison contenuto nell’intera colonna sia esternamente che internamente Duplice sistema meglio in caso di mal funzionamento,

Seno sagittale trasverso

Il seno venoso petroso superiore va nel sigmoideo e poi nella giugulare mentre il seno venoso petroso inferiore va direttamente nella giugulare

Poi esiste tutta una rete arteriose venosa fitta intorno all’ipofisi che è una delle parti più nobili del corpo.

Rivedere sistema venoso e arterioso e poligono di Willis

Rapporti nervosi

Il dodicesimo nervo cranico che passa attraverso il canale dell’ipoglosso.

Il X e X1 passano attraverso il foro lacero posteriore e poi abbiamo i rapporti con il sistema centrale cervelletto, lobi occipitali .Sul Clivio si appoggia il midollo allungato.

Rapporti articolari

Si rapporta con sei ossa : Anteriormente con lo sfenoide .

In alto con i parietali, lateralmente con i temporali e in basso con l’atlante.

Con lo sfenoide si articola con la sincondrosi sfeno-basilare

L’articolazione con il temporale avviene a livello della rocca petrosa

Con il temporale c’è un’articolazione a tavolati con cambio di tavolati e presenza di punti pivot

Da lambda ad asterion abbiamo una parte d alambda al punto Pivot-occipito parietale nella quale l’occipite ha un tavolato che guarda verso l’interno e ricopre il parietale dal punto Pivot POP ad asterion è il contrario cioè è il parietale che va a ricoprire l’occipite.

La sutura occipito-mastoidea da Asterion va verso avanti-bassso.

Nella prima parte sarà sempre l’occipite ad essere ricoperto fino al punto Pivot condilo squamoso mastoideo; mentre dal punto Pivot condilo squamoso mastoideo fino all’apofisi giugulare dell’occipite sarà di nuovo l’occipite a ricoprire il temporale.

LA SUTURA PETROGIUGULARE: sono due faccette piane e oblique che permettono scivolamento verso l’alto del temporale rispetto all’occipite .

FORO LACERO POSTERIORE

PETRO BASILARE sutura tra base occipite e la rocca petrosa del temporale . La rocca petrosa è concava e la base occipite è convessa ,questo permette un movimento di antero posteriorità e di rotolamento è come un ginglimo .Un apparente movimento in avanti dell’occipite e un movimento apparente indietro del temporale .

L’ASSE DI MOVIMENTO. Biomeccanicamente si riconosce un asse che non sta sull’osso ; un asse trasverso che passa al di sopra delle apofisi giugulari all’altezza delle basi –occipiti sulle “a piombo” all’altezza delle basi occipite.

Tutto ciò che si trova anteriormente tende a salire e a portarsi in avanti e tutto quello posteriore tende a scendere( giugulari verso l’alto asterion a scendere )

Fino a S2 si parla di filum terminale interno e da S2 al coccige di filum terminale esterno. La differenza è che da dove finisce il midollo fino al punto terminale di S2 manca la porzione di dura madre viscerale mentre da S2 al coccige c’è presenza di dura madre viscerale .

Ricorda : quando si parla di MRP non si parla più di nutazione e contro nutazione del sacro , ma di un sacro che verticalizza e risale in fase di flessione cranica e di un sacro che orizzontalizza in fase di estensione cranica invece di (nutazione)

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